L’editoriale di Alessandra Cirafici, Paolo Giordano e Ornella Zerlenga riflette sul valore del disegno manuale come espressione privilegiata dell’elaborazione mentale. In un contesto sempre più dominato dalle tecnologie digitali e dal dibattito sul Digital Twin, il disegno a mano libera viene riletto come forma-pensiero dell’architetto: un luogo in cui l’idea prende corpo, si chiarisce, si trasforma in comunicazione e memoria.
«XY» propone così una riflessione critica sul rapporto tra mano, corpo, mente e rappresentazione. Schizzi, diagrammi, collage, maquette e altre forme analogiche non sono strumenti superati, ma occasioni di pensiero critico, capaci di restituire al progetto una dimensione gestuale, tattile e temporale. Il disegno manuale diventa quindi un atto di conoscenza e resistenza culturale: un modo per dare forma al pensiero, comprendere lo spazio e mantenere viva la libertà dell’immaginazione progettuale.















