In questo articolo viene presentata e discussa l’ipotesi di una particolare forma di intelligenza, nel contesto delle teorie sulle intelligenze multiple: la “intelligenza grafica”, intesa come la capacità di utilizzare le abilità grafiche e più in generale la capacità di integrare l’uso di occhio, mente e mano, per risolvere problemi e creare prodotti efficaci finalizzati all’acquisizione di nuova conoscenza. Le più recenti ricerche provenienti dalle scienze cognitive suggeriscono, infatti, l’esistenza di importanti relazioni tra rappresentazione grafica e sviluppo cognitivo che potrebbero sostenere l’idea di un’intelligenza grafica autonoma dalle altre forme di intelligenza che sinora sono state considerate capaci di descrivere e contenere questo particolare tipo di competenza intellettiva umana. L’intelligenza grafica andrebbe così a confrontarsi in maniera paritetica con le più conosciute intelligenze linguistiche e logico–matematiche su cui la scuola oggi tende a focalizzarsi e a completare e arricchire le già indagate intelligenze visive e spaziali. Pensare alle competenze grafiche come a una forma di intelligenza obbliga a rivolgere l’attenzione non solo sul prodotto grafico ma sul “processo cognitivo” che ha portato all’elaborazione di quel prodotto. Un cambiamento di prospettiva, questo, capace di suggerire nuovi approcci alla didattica a tutti i livelli e in tutti i campi dell’istruzione.















