
Per la rivista, il 2025 è un anno significativo: il quarantesimo dalla nascita presso Sapienza Università di Roma, il decimo dalla ripartenza presso l’Università di Trento, il primo in onore del suo fondatore. La stessa curiosa ricorrenza delle date, frutto della casualità dei fatti, può essere letta in chiave evoluzionista secondo la successione mutamento / adattamento / selezione-sopravvivenza e testimonia, in apertura, l’orizzonte tematico dei numeri 16 e 17.
Gli otto editoriali che Roberto de Rubertis scrive per i primi dieci numeri della rivista sono un vero e proprio manifesto che possiamo rileggere alla luce dell’evoluzionismo. Le “intenzioni” (n. 1), i “programmi” (n. 2), i “tempi” (n. 3), i “modi” (n. 4), gli “argomenti” (n. 5), le “azioni” (nn. 6-7), gli “esiti” (nn. 8-9) e i “documenti” (n. 10) contengono riflessioni sui ruoli del disegno e dell’immagine tra storia e scienza, utili per individuare le direzioni da percorrere per il costante confronto delle idee, sul piano del dibattito culturale libero da dinamiche preordinate ed economiciste.
Anche i temi salienti trattati nei successivi trentacinque numeri possono essere esaminati privilegiando i cambiamenti accidentali avvenuti negli ultimi decenni. I fondamenti del disegno tra tradizione e innovazione, geometria e tecniche digitali; la rappresentazione di progetto tra percezione visiva e spazio figurativo; il rilievo architettonico, archeologico e urbano-ambientale tra modelli interpretativi e comunicazione grafica: sono settori d’indagine che a volte hanno anticipato linee di ricerca pienamente comprese solo in anni successivi.
Agli aspetti disciplinari affrontati da Roberto de Rubertis si aggiungono oggi le ultime frontiere connesse alla rivoluzione tecnologica dell’informazione e della comunicazione, che arricchiscono il panorama dei campi della rappresentazione ai quali applicare lo sguardo originale inaugurato da Darwin. È una sollecitazione molto attuale, che ritroviamo nelle parole con cui Carlo Ratti commenta la 19. Mostra internazionale di Architettura Intelligens. Naturale. Artificiale. Collettiva, invitando ad abbracciare la nozione di adattamento per ripensare le relazioni con l’ambiente costruito.
Roberto de Rubertis si occupa di evoluzionismo in architettura tra il 2007 e il 2013, precedendo ancora una volta i tempi, nel periodo di inattività della rivista. «XY» può ora sanare la lacuna proponendo alla comunità scientifica di considerare la rilevanza di tale approccio e del concetto di “immagini resilienti”: quelle che si adeguano a differenti e particolari necessità espressive, cambiando i significati e/o le modalità di trasmissione del messaggio ma conservando i caratteri originari che meglio si prestano alle modifiche dettate da nuovi usi, valori e tipi di pubblico.
Con questo numero doppio, «XY» viene anche legata all’iniziativa periodica in onore del suo fondatore: il bando annuale Punti non allineati che partirà a inizio 2026 e offrirà l’occasione per rinnovare, nel tempo, l’interesse per quel coacervo transdisciplinare di questioni che si intreccia, spesso in modo assai complesso, con le diverse dimensioni del disegno.














