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XY Digitale
Rassegna critica di studi sulla rappresentazione dell’architettura e sull’uso dell’immagine nella scienza e nell’arte

LA STORIA 1986-2015

La rivista XY dimensioni del disegno nasce nel 1986 per i tipi di CEDIS come rassegna critica di studi sulla rappresentazione dell’architettura e sull’uso dell’immagine nella scienza, nella tecnica e nell’arte. Il programma della rivista è di stimolare e diffondere la ricerca teorica e applicata nel settore scientifico-disciplinare del disegno, nonché di promuovere ogni possibile connessione con altri ambiti di conoscenza interessati alla bidimensionalità dell’immagine a cui si riferiscono le coordinate cartesiane che appaiono nel nome.

Il primo numero raccoglie le relazioni di base del convegno di Roma I fondamenti scientifici della rappresentazione, punto di partenza programmatico di un crescente panorama di interessi; la rivista prosegue poi sviluppando sia temi monografici che multidisciplinari, anche attraverso fascicoli dedicati quali il regesto 1968-1988 vent’anni di architettura disegnata, la rassegna delle Nuove tendenze e l’indagine sul binomio Grafica-architettura.

Nel 1989 promuove il convegno di Perugia Il rilievo tra storia e scienza di cui due anni dopo raccoglie gli esiti, fondativi per ogni successivo sviluppo disciplinare. Ancora a Perugia, nel 1997, la rivista promuove il convegno I luoghi del segno epocale che per la prima volta pone al centro del dibattito architettonico la questione “periferia” da un punto di vista linguistico e figurativo.

Fin dai primi numeri convergono su XY il sostegno e l’apporto di figure di primo piano quali Michele Emmer, Decio GioseffiErnst H. GombrichRichard L. GregoryCorrado MalteseRuggero PierantoniFranco PuriniLucio Saffaro e Vittorio Ugo.

A partire dal numero 11-12 del 1990 e fino al 2002, XY dimensioni del disegno è edita da Officina Edizioni e dal 1992 le si affianca la collana I libri di XY, con l’intento di offrire un repertorio di monografie e di saggi orientato ad esplorare i temi della rivista, nella convinzione che il miglior strumento di approfondimento della conoscenza sia il confronto intelligente tra saperi diversi.