L’editoriale di Paolo Belardi riflette sul ruolo dei caratteri tipografici e delle icone simboliche nella cultura visiva contemporanea. A partire dall’esperienza di Steve Jobs, dalla calligrafia studiata al Reed College fino alla rivoluzione del Macintosh, il testo racconta come font e interfacce grafiche abbiano trasformato il rapporto quotidiano tra progetto, immagine e comunicazione.
La diffusione del principio WYSIWYG – What You See Is What You Get – ha reso accessibili strumenti un tempo riservati a tipografi, grafici e redazioni, contribuendo a una democratizzazione della creatività. Tuttavia, l’editoriale invita a interrogarsi sulla qualità figurativa del paesaggio visivo contemporaneo, spesso lontana dalla grande tradizione grafica italiana. «XY» apre così una riflessione sul valore culturale della tipografia, sul rapporto tra tecnica e sensibilità compositiva e sul ruolo dei caratteri nella costruzione dell’identità, tra tradizione, innovazione e design.















