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Rassegna critica di studi sulla rappresentazione dell’architettura e sull’uso dell’immagine nella scienza e nell’arte

Rappresentare il paesaggio ai margini, tra mappe non convenzionali e tecniche di sperimentazione grafica

La Convenzione Europea del Paesaggio (Firenze, 2000) ha ampliato lo sguardo dai paesaggi di eccezionale valore fino ai territori degradati, riconoscendo implicitamente il ruolo cruciale che tutti i luoghi assumono per la qualità della vita delle popolazioni, nelle aree urbane come nelle campagne. In tale prospettiva culturale e sociale diventano pertanto degni di una nuova attenzione i paesaggi del quotidiano, i paesaggi abbandonati, infine i paesaggi al margine. Riprendendo l’idea di margine messa a fuoco da Gilles Clément (Clément 2005) che ne ribalta il senso da pura area residuale ad ambiente complesso pronto a dispiegare il massimo delle sue potenzialità, il contributo intende esplorare il ruolo della rappresentazione nel ri-consegnare una forma al paesaggio, nel conferire significati attinenti alle parole dello stesso territorio, nello smontare, ri-comporre, conferire nuovi significati alle aree marginali (Tarpino 2016). Chiamando in causa la necessità di rendere espliciti i rapporti tra componenti visibili e invisibili, tra aspetti materiali e immateriali, di cui gli abitanti sono depositari e portatori in un contesto abitativo e paesaggistico, si intende pertanto rivolgere l’attenzione a quelle forme di rappresentazione in grado di lasciare emergere come anche i paesaggi ai margini vengono percepiti e vissuti, in una chiave al contempo descrittiva e propositiva attraverso l’impiego di mappe non convenzionali e tecniche di sperimentazione grafica che lasciano spazio a interpretazioni, visioni e progetti plurimi.

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